Nel Sud, il legame tra uomo e animale รจ qualcosa che non appartiene solo alla storia, ma alla memoria viva delle comunitร . Non รจ simbolico: รจ quotidiano, concreto, radicato.
A San Marzano di San Giuseppe, paese arbรซreshรซ in provincia di Taranto, questo rapporto prende forma ogni anno nella festa di San Giuseppe, il 19 marzo, quando i cavalli diventano protagonisti non solo per forza, ma per dignitร e appartenenza.
La preparazione non comincia il giorno della festa, ma molto prima: รจ unโattesa che dura mesi, fatta di cura e attenzione. I cavalli vengono accuditi come membri della famiglia;
i finimenti, spesso antichi, passano di padre in figlio come unโereditร preziosa. Non รจ folclore da cartolina: รจ identitร tramandata.
Il giorno della festa, il paese si trasforma in un corteo vivente. I carri carichi di sarmenti e potature di ulivo, frutto degli stessi terreni che nutrono le famiglie, vengono legati ai cavalli che guidano la lunga processione. Il corteo attraversa le vie del paese lentamente, tra preghiere, canti, sguardi orgogliosi e mani che accarezzano crini e spalle.
Lโulivo รจ offerta e promessa: un gesto propiziatorio per la nuova stagione agricola.
Alla periferia del paese, tutto il legname viene accatastato e dato alle fiamme.
Il fuoco diventa cosรฌ un ponte simbolico: brucia ciรฒ che appartiene allโinverno e allo stesso tempo protegge ciรฒ che dovrร germogliare nella primavera.
A uno sguardo esterno, lโimponenza dei carri puรฒ impressionare: sembra troppo peso per un animale. Ma chi vive questo rito sa che qui il cavallo non รจ โstrumentoโ, รจ compagno. Lโintero paese lo prepara, lo veste, lo guida e, nei momenti piรน faticosi della processione, lo sostiene con mani e passi. Quando la salita si fa dura, uomini e ragazzi si mettono al fianco dellโanimale per condividere lo sforzo, per โtogliergli un poโ di peso dalle spalleโ,
nel senso piรน letterale possibile.
Sotto il carro camminano generazioni insieme: nonni, padri, nipoti. Non cโรจ etร che escluda; la devozione รจ comune, trasversale. ร qui che si vede ciรฒ che questa festa custodisce: un modo di stare nel mondo in cui lโanimale non รจ altro da sรฉ, ma parte della stessa storia, della stessa casa, della stessa preghiera.
A sera, quando la legna brucia e la processione diventa silenzio, resta questa immagine: cavalli che non sono solo forza, ma memoria; famiglie che non celebrano un santo come spettatori, ma come protagonisti; un rito che non esibisce, ma appartiene.
